Infedeltà Coniugale Tradimento, Adulterio, Sospetto Infedeltà Traditore

Infedeltà Coniugale Tradimento, Adulterio, Sospetto Infedeltà Traditore - Infedeltà ConiugaleTradimento

 

Sospetti di infedeltà Coniugale o di mancanza di fiducia nel Tuo Partner? Cerchi le prove di infedeltà coniugale?

 

 Separazione e divorzio, addebito della separazione legale dei coniugi, tradimento e obbligo di fedeltà. 

 

  

Chiedi un preventivo a:

            

 

Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo

 

 IDFOX  Srl  International Detectives Fox  ®  Via Luigi  Razza 4 – 20124 – Milano

 

Tel: +39 02344223 (R.A.)   FAX 02 3344189 – Tel.+39 026696454 (H 24)
              Aut.Gov. n.9277/12B15E  Area  1  Pref. Milano 
                                                mail: max@idfox.it

 

 

 

  

Anche un semplice scambio di sms con l’amante fa scattare l’addebito della separazione per infedeltà coniugale?  Si, è sufficiente scambiarsi qualche sms da cui si denoti un rapporto affettuoso con un’altra persona per vedersi addebitare la causa della separazione.

 

Il così detto addebito viene posto a carico del coniuge che ha provocato la rottura del rapporto matrimoniale con una condotta tale da rendere intollerabile la convivenza. Tanto è che un uomo è stato accusato e incastrato dagli sms e dai file erotici che si scambiava con la sua nuova “amica” tramite il cellulare.

Non è necessario, ai fini dell’addebito, che la relazione sfoci in un rapporto carnale. Anche se l’adulterio non viene consumato, esso è comunque incompatibile con il dovere di fedeltà e lealtà derivante dal matrimonio ed è pertanto causa di addebito della separazione.

Trib. di Caltanissetta sent. n. 1018/2012.

    

Scegliere chi è legalmente autorizzato è una garanzia (1991/2013)

 

IDFOX è autorizzata con licenza per investigazioni private Art.134 TULPS; autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l'effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti cat.13/D Div. P.A.S. Questura Milano 

 

 

Presunta infedeltà Coniugale..l’uomo si giustifica cosi: 

E’ SOLO  UN’AMICA.

  

Per la legge essere amico di una donna e frequentarla anche senza fare sesso equivale a un tradimento. Lo ha stabilito la Corte di Treviso, chiamata a risolvere una causa matrimoniale. Protagonisti della vicenda sono A e G. Lui stringe un legame d'amicizia con una collega, lei, gelosa, lo lascia e lo porta in tribunale. "Sebbene solo virtuale, si tratta sempre di tradimento con violazione del dovere di fedeltà", ha sancito il giudice.

 

Tutto è successo dopo che G. ha scoperto che il marito frequentava con assiduità e in gran segreto una collega di lavoro, con cui viaggiava e aveva anche condiviso una stanza d'albergo. Tra i due, stando ai diretti interessati, la relazione era soltanto amichevole, innocente e non implicava legami sentimentali né sessuali. Alla moglie di G però, le giustificazioni del marito non sono bastate e ha deciso di chiedere il divorzio, portando l'ex consorte in tribunale.

 

"E' soltanto un'amicizia trasformata dall'immaginario e dalla gelosia di mia moglie in qualcos'altro", ha ripetuto più volte A al giudice. La sua spiegazione però, non ha convinto nemmeno la Corte. Secondo il magistrato infatti, viaggiando con un'altra donna, l'uomo ha comunque violato l'obbligo di fedeltà coniugale previsto dal contratto matrimoniale. Pertanto è stato condannato a pagare un assegno di mantenimento.

 

Nel dettaglio, stando alla sentenza, "Anche se il tradimento è stato solo virtuale, l'obbligo di fedeltà è da intendersi non solo come astensione da relazioni sessuali extraconiugali, ma come impegno di ogni coniuge di non tradire la fiducia reciproca, avvicinando la nozione di fedeltà coniugale a quella di lealtà, che impone di sacrificare gli interessi e le scelte di ciascun coniuge, che si rivelino in conflitto con gli impegni e le prospettive di vita comune".

 

Ma non è tutto qui: con la sua condanna, il giudice ha infatti voluto ribadire che la vicenda ha dato luogo a "plausibili sospetti di infedeltà", comportando offesa alla dignità e all'onore dell'altro coniuge, indipendentemente dal fatto che non ci sia stata alcuna relazione sessuale fuori dal matrimonio.

 

 

 

Infedeltà: è possibile richiedere la separazione con addebito per tradimento, in quanto l'umiliazione e la mancanza di rispetto, possono rendere problematica la convivenza. E' da precisare che con il termine "infedeltà" non si indica solamente avere rapporti sessuali con altre persone, ma anche tradire la fiducia del partner, nascondendo per esempio, verità importanti che condizionano la vita di coppia, venendo meno alle promesse. L’avvenuta separazione o il divorzio determinano una serie di cambiamenti tra i coniugi: andrà infatti a modificarsi l'assetto familiare, dal momento che i coniugi sicuramente non vivranno più insieme e, di conseguenza, si modificherà anche la loro situazione economica, poiché non vi sarà più la comunione dei beni che invece, era presente durante il matrimonio. Questi cambiamenti comportano che in presenza di un coniuge economicamente più debole, esso abbia un assegno di mantenimento da parte dell'altro coniuge che gode invece di una situazione economica più stabile e redditizia.

 

 

Infedeltà Coniugale: sentenze, addebito, separazione giudiziale:

 

A volte sono proprio i figli i principali testimoni dei tradimenti e delle crisi dei genitori: vengono così coinvolti, loro malgrado, nelle guerre familiari e costretti a deporre al banco davanti al giudice.

Il figlio può testimoniare a favore di uno dei propri genitori nel giudizio di separazione e, dichiarando di conoscere la relazione extraconiugale dell’altro coniuge, fare condannare quest’ultimo all’addebito della separazione.

È quanto capitato in una causa portata davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, poi sfociata davanti alla Corte di Cassazione.

 

Se la crisi del matrimonio è dipesa esclusivamente da un comportamento consapevole e volontario di uno dei due coniugi, ed è stato proprio questo comportamento a generare la rottura della convivenza, per il coniuge responsabile scatta l’addebito e l’obbligo di mantenimento dell’ex.  La prova di tale comportamento colpevole può essere fornita anche tramite la testimonianza del figlio delle parti in causa, chiamato dall’avvocato a deporre sulla “triste vicenda” della relazione extramatrimoniale del padre (o della madre) e del suo abbandono della casa coniugale.

Così il coniuge fedifrago, inchiodato dal proprio stesso figlio, viene obbligato dal giudice a garantire alla moglie, attraverso l’assegno di mantenimento, lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio.

[Cass. sent. n. 2312 del 31.01.2013.

 

 

Cassazione: chi tradisce in pubblico perde l'assegno di mantenimento.

Tempi più difficili per chi tradisce!  D'ora in avanti infatti, il coniuge infedele dovrà stare particolarmente attento a tenere nascosta la sua relazione adulterina. La Corte di Cassazione infatti considera più grave il tradimento di chi lo fa pubblicamente rispetto a chi tradisce di nascosto. Commentando la sentenza con la quale la Cassazione ha confermato il provvedimento della Corte di Appello di Ancona che ha negato il diritto all'assegno di mantenimento ad un'ex moglie, che non si preoccupò di nascondere la sua relazione extraconiugale, ha dichiarato: ''Negli ultimi anni l'infedeltà coniugale è stata interpretata dalla giurisprudenza con minore severità in quanto essa, di per se' non è stata considerata automaticamente motivo di addebito della separazione (con conseguente perdita del diritto al mantenimento). Oggi la Suprema Corte, confermando il provvedimento della Corte di Appello di Ancona ha ribadito il concetto che una infedeltà coniugale può configurarsi come un vero e proprio illecito se essa è la causa della crisi coniugale o se viene ostentata in pubblico, producendo offesa al decoro ed all'onore del coniuge tradito. Il danno all'immagine di chi subisce il tradimento è considerato, quindi, più grave del fatto in sé.  Nel  50% dei casi le infedeltà coniugali non sono sanzionate dai giudici ,specie quando gli avvocati riescono a dimostrare che esse sono solo la conseguenza e non già “la causa della fine del matrimonio". Per la legge è più grave flirtare in pubblico piuttosto che tradire di nascosto ma si deve considerare che le infedeltà coniugali "non sono più la prima ragione delle separazioni in Italia. La prima ragione è quella legata alle incompatibilità di carattere tra i coniugi. Tuttavia emerge un dato che riguarda l'aumento degli incarichi ad investigatori privati finalizzati a portare agli avvocati le prove dell'infedeltà coniugale della controparte da utilizzare nel processo ''.

 

 

Cassazione: coniuge tradito ha diritto a risarcimento.

Cassazione civile , sez. I, sentenza 15.09.2011 n° 18853

 Roma, 15 set - ''Finalmente la Suprema Corte di Cassazione precisa il principio della risarcibilità dei danni derivanti dall'infedeltà coniugale, che rappresenta una delle ragioni più frequenti delle crisi coniugali''. La  sentenza della Cassazione n. 18853/2011 che riconosce al coniuge tradito il diritto al risarcimento.

 

 

 

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 13431 del 2008 ha stabilito che "la dichiarazione di addebito della separazione richiede la prova che la irreversibilità della crisi coniugale sia collegabile al comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, sussistendo un nesso di causalità fra di esso e il determinarsi dell'intollerabilità della convivenza".

 

In merito all'inosservanza dell'obbligo di fedeltà del coniuge, la Corte ha evidenziato che  "rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale deve ritenersi, di regola, una circostanza sufficiente a determinare l'addebito della separazione a carico del coniuge responsabile, fermo restando che deve sussistere il nesso di causalità fra l'infedeltà e la crisi coniugale, il quale viene meno ove persista una crisi già irrimediabilmente in atto".

 

 

Chiamaci per richiedere una consulenza gratuita oppure un preventivo

 

 IDFOX  Srl  International Detectives Fox  ®  Via Luigi  Razza 4 – 20124 – Milano

 

Tel: +39 02344223 (R.A.)   FAX 02 3344189 – Tel.+39 026696454 (H 24)
              Aut.Gov. n.9277/12B15E  Area  1  Pref. Milano 
                                                mail: max@idfox.it

 

 

Fonte internet

 

 

E' assolutamente vietata la riproduzione o la copia totale o anche solo parziale del contenuto del presente sito.  

 

 

 

 

 

INVESTIGATORE PRIVATO CODICE DEONTOLOGICO

INVESTIGATORE PRIVATO CODICE DEONTOLOGICO - Infedeltà ConiugaleTradimento

Investigatore Private Codice Deontologico

Considerata la rilevanza dell’attività di investigatore privato, nel cui ambito vanno annoverate altresì le figure dell’informatore commerciale e dell’operatore di sicurezza ed al cui esercizio accedono le persone munite di specifici requisiti espressamente previsti dalla legge, previa apposita autorizzazione di polizia. Considerata, inoltre, la delicatezza delle singole operazioni effettuate nello svolgimento della attività investigativa, le quali spesso comportano l’ingerenza, con le informazioni assunte, nella sfera privata del destinatario della medesima, con evidenti ripercussioni di carattere giuridico ed etico. Vista, peraltro, la nuova normativa assunta dal Legislatore Italiano, il quale, in applicazione di una direttiva comunitaria, ha regolamentato e tutelato la riservatezza (c.d. privacy) delle persone fisiche e giuridiche, introducendo notevoli limiti all’utilizzo dei dati personali. Ritenuta, conseguentemente, la necessità di stabilire regole omogenee per la categoria professionale degli investigatori privati ad integrazione delle norme previste sia dal T.U.L.P.S. di cui al R.D. n. 773/1931 ed al relativo Regolamento di Esecuzione, sia dalla L. 675/1996. Viste le disposizioni previste dagli artt. 134 – 137 del R.D. n. 773/1931, dagli artt. 257 e ss. del Regolamento di Esecuzione del Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza, del D.L.vo n. 271 del 28 luglio 1989 e degli artt. 38 e 222 delle Norme di Attuazione, di Coordinamento e Transitorie del Codice di Procedura Penale nonché quelle stabilite dalla Legge 31 dicembre 1996 n. 675 e dai successivi provvedimenti del Garante – tra cui quello assunto in data 27 novembre 1997 b, 2/1997 “Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale de 29 novembre 1997 n. 279 e provvedimento n. 6 del 29.12.1997. La Federpol – Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, per le Informazioni Commerciali e per la Sicurezza -, associazione professionale a carattere nazionale rappresentativa degli interessi dei titolari di autorizzazioni governative, ai sensi degli artt. 134 e ss. del Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza e 38 e 222 delle Norme di Attuazione, di Coordinamento e Transitorie del Codice di Procedura Penale adotta il seguente Codice deontologico. L’attività professionale di Investigatore privato, nella sua più ampia accezione, è improntata alla scrupolosa osservanza delle regole fondamentali di integrità morale, responsabilità professionale e riservatezza oltre il normale rispetto di tutte le leggi vigenti.

Capo 1
Principi generali

Titolo I
Affidamento ed integrità morale

Art. 1 L’investigatore privato, nell’esercizio dell’attività professionale, deve osservare scrupolosamente le normali regole di correttezza, dignità, sensibilità e alta professionalità, anche fuori dall’ambito lavorativo deve mantenere irreprensibile condotta, posto che nell’esplicare il delicato compito affidatogli dal cliente, l’investigatore non compie solo atti di interesse privato ma anche una precipua funzione sociale di pubblica utilità, affiancandosi, nei casi previsti dalla Legge, alle Forze dell’Ordine.
Art. 2 Assume particolare rilievo il comportamento che l’investigatore deve tenere nei confronti del Cliente: costituisce suo primo dovere quello di informare quest’ultimo su tutte le norme che regolano l’attività investigativa e sulle conseguenze giuridiche derivanti dall’azione svolta dall’operatore, con particolare riferimento alle disposizioni stabilite dalla Legge n. 675/1996.
Art. 3 L’atteggiamento che l’investigatore privato deve tenere nei confronti dei terzi, siano essi privati cittadini o pubbliche autorità, va improntato a criteri di massima disponibilità e di generale rispetto, sempre nei limiti previsti dalle leggi vigenti. Nei confronti degli organi a cui l’investigatore è sottoposto al controllo deve prestare la massima collaborazione sia nel fornire tutti necessari chiarimenti sullo svolgimento dell’attività investigativa, che nel prestare la propria opera nei casi in cui gli viene chiesto un intervento di ausilio per i fini di giustizia.
Art. 4 Il titolare della licenza nonché i suoi collaboratori, previamente segnalati alla Prefettura di competenza, devono sempre assolvere i propri doveri professionali con il massimo scrupolo ed impegno evitando sempre ed in ogni caso di commettere atti limitativi della libertà individuale. In particolare, gli stessi, nell’essere tenuti alla massima riservatezza sulle informazioni acquisite nell’esercizio della attività investigativa, devono provvedere all’osservanza scrupolosa delle disposizioni previste dalla L. 675/1996 concernente la tutela della privacy.
Art. 5 Nel rispetto delle norme di legge e della deontologia professionale, l’investigatore privato deve rappresentare e/o difendere il suo cliente in maniera tale che il suo interesse prevalga sul proprio e su quello di un collega o di terzi in generale; se egli non ritiene di essere in grado di assolvere all’incarico assunto, deve rinunciare espressamente all’incarico.

Titolo II
Segreto Professionale

Art. 6 Dovere fondamentale dell’investigatore, soprattutto in riferimento al rispetto della normativa sulla privacy richiamata all’art. 4, è quello di informare il Cliente sulla segretezza delle informazioni acquisite nei confronti del destinatario dell’investigazione, nei casi in cui è esentato dall’informare quest’ultimo di essere in possesso dei suoi dati personali; nonché di rendere edotto il committente quando lo stesso è esonerato dal richiedere il consenso dell’interessato per il trattamento dei dati acquisiti.
Art. 7 Indipendentemente dalla corretta e scrupolosa osservanza delle disposizioni stabilite dalla Legge n. 675/1996, i rapporti che deve tenere l’investigatore privato con la stampa, televisiva o giornalistica, devono essere improntati al rispetto ed alla tutela della riservatezza delle notizie acquisite per il tramite del proprio ufficio. In particolare, nei casi rari in cui non è tenuto ad osservare il dovere di segretezza e riservatezza, l’investigatore privato deve, comunque, valutare molto attentamente le conseguenze che possono derivare dalla notizie fornite ai mezzi di comunicazione, mediante il rilascio di dichiarazioni equilibrate e, di certo, mai lesive della dignità professionale di un altro collega o dell’intera categoria.
Art. 8 Ogni forma di pubblicità commerciale è libera, l’investigatore privato può intraprendere ogni iniziativa che ritenga più opportuna per pubblicizzare la propria attività; non sono ammesse né forme di pubblicità fuorviante, volte a reclamizzare prestazioni professionali non rientranti nell’ambito del titolo di polizia rilasciato all’investigatore privato, né forme di pubblicità cd. ingannevole, tali da indurre la Clientela a ritenere possibili prestazioni che non possono essere espletate legittimamente dall’intestatario del titolo di polizia. Ogni abuso sarà perseguito in sede civile e penale ed attraverso l’azione disciplinare così come prevista dal presente codice negli articoli che seguono.

Titolo III
Conferimento ed estinzione del mandato

Art. 9 Il titolare dell’autorizzazione di polizia non può delegare ad altri la direzione dell’attività investigativa; nel caso in cui si avvalga dell’opera di collaboratori deve impartire puntuali direttive ed indicazioni operative al fine del corretto svolgimento delle investigazioni e gli operatori non potranno, per nessun motivo, assumere decisioni o intraprendere iniziative senza l’assenso dell’investigatore privato.
Art. 10 L’investigatore privato può usufruire dell’operato di un collega per lo svolgimento di incarichi particolarmente complessi e previa comunicazione al Committente che deve esprimere il proprio consenso, anche in ordine al compenso per la prestazione effettuata dal collega collaboratore.
Art. 11 L’investigatore, prima di accettare un incarico professionale, deve valutare attentamente se sussistano casi di incompatibilità rispetto ad altri servizi precedentemente assunti; in particolare deve verificare la sussistenza o meno di conflitti di interessi tra i vari Committenti e se, del caso, rinunciare ad uno degli incarichi conferitigli.
Art. 12 Data la natura di attività di libero professionista, l’investigatore privato deve mantenere una posizione di imparzialità ed indipendenza anche quando aderisce ad organizzazioni societarie od associative aventi natura politica e/o partitica; non può, pertanto, mai farsi condizionare nello svolgimento della sua attività e tanto meno alterare il risultato della prestazione al fine di favorire l’organismo al quale appartiene.
Art. 13 L’investigatore privato, che è tenuto ad ottenere un esplicito mandato dal Committente che tenga soprattutto conto delle disposizioni previste dalla Legge n. 675/1996, deve rinunciare all’incarico quando lo stesso risulta contrario a leggi o regolamenti ovvero comporti l’espletamento di servizi espressamente vietati dalle leggi vigenti ovvero ancora possa ostacolare il normale svolgimento di indagini di polizia giudiziaria.
Art. 14 L’investigatore privato non può accettare l’incarico di un nuovo Cliente se la riservatezza sulle informazioni fornite da un vecchio Cliente rischia di essere violata o quando la conoscenza da parte dell’investigatore degli affari del vecchio Cliente avvantaggerebbe il nuovo.
Art. 15 Le norme di cui sopra sono ugualmente applicabili nel caso di esercizio della professione in forma societaria suscettibile, comunque, di far nascere uno dei conflitti di interessi descritti negli articoli 12, 13 e 14. Art. 16 L’investigatore privato non può utilizzare, per nessun motivo, le notizie acquisite per il tramite del proprio ufficio, meno che mai al fine di trarre per sé o per altri un beneficio diretto od indiretto; la sua posizione deve essere sempre improntata alla massima correttezza e serietà professionale, soprattutto quando la natura delle informazioni in suo possesso è particolarmente delicata.

Titolo IV
Determinazione del compenso

Art. 17 L’investigatore privato è tenuto a rispettare, nello stipulare i contratti di prestazione professionale, i limiti tariffari previsti dalle tabelle, debitamente affisse alla visione del pubblico nella sede dell’Istituto, approvate dalla Prefettura di competenza, al fine di evitare forme di concorrenza sleale.
Art. 18 L’onorario richiesto dall’investigatore privato deve essere illustrato al Cliente in tutte le sue voci e deve essere equo e pienamente giustificato.
Art. 19 L’investigatore non deve concludere patti con i quali il compenso sia riferibile al risultato ottenuto; in particolare non deve stipulare accordi con il Cliente che obbligano quest’ultimo a riconoscere all’investigatore una parte del risultato, sia esso somma di denaro o qualsiasi altro bene o valore conseguito a conclusione dell’attività investigativa.
Art. 20 Quando l’investigatore privato richiede il versamento di un acconto sulle spese e/o sulle tariffe applicate, questo non deve andare al di là di una ragionevole stima dei prezzi legittimamente praticati, in base al tariffario approvato dalla competente Prefettura, e dei probabili esborsi richiesti dalla natura dell’incarico investigativo.
Art. 21 Non è assolutamente ammesso dividere i compensi derivanti dall’incarico investigativo con persone che non siano anch’esse persone appartenenti alla categoria professionale.
Art. 22 L’art. 21 non si applica per quanto riguarda le somme o corrispettivi di qualsiasi natura versati da un investigatore privato agli eredi di un collega deceduto o a un collega che si sia ritirato nel caso di suo subingresso, quale successore nelle pratiche già seguite da tale collega.

Titolo V
Assicurazione per la responsabilità professionale

Art. 23 Non è obbligatorio ma sicuramente auspicabile che, a garanzia dell’attività esercitata, l’investigatore privato, oltre la cauzione versata alla Prefettura di competenza al momento del rilascio del titolo di polizia, stipuli apposita assicurazione per la propria responsabilità professionale entro i limiti ragionevoli, tenuto conto della natura e della portata dei rischi che si assume nel corso della sua attività..

Titolo VI
Rapporti con la Prefettura e la Questura territorialmente competente

Art. 24 L’investigatore privato deve esplicare le attività per le quali ha ottenuto espressamente l’autorizzazione di polizia, che è tenuto a rinnovare annualmente, seguendo le direttive impartitegli dalla Prefettura competente territorialmente, attenendosi, altresì, alle leggi vigenti in materia.
Art. 25 L’investigatore privato, titolare della licenza ex art. 134 T.U.L.P.S. approvato con R.D. n. 773/1931, è tenuto a dirigere personalmente l’attività, per la quale risponde nei confronti dei terzi e delle Amministrazioni addette al suo controllo, non potendo in alcun modo delegare nessuno a tali compiti.
Art. 26 L’investigatore privato deve, in particolare, annotare sul registro delle operazioni giornaliere, la cui tenuta è obbligatoria ai sensi dell’art. 135 T.U.L.P.S. e del relativo Regolamento di esecuzione, previamente vidimato dalla Autorità di Polizia competente: A) il nome, la data e luogo di nascita delle persone per le quali gli affari o le operazioni sono compiute. B) la data e la specie delle medesime, l’onorario convenuto e l’esito dell’operazione. C) gli estremi del documento di identità o di altro documento avente valore equipollente.
Art. 27 Costituisce un dovere dell’investigatore prestare la sua opera a favore dell’Autorità di P.S. che ne faccia apposita richiesta, aderendo, altresì, a tutte le istanze dalla stessa rivoltegli anche ai fini del controllo sull’attività dall’investigatore privato.
Art. 28 L’investigatore privato deve, prima di assumere personale addetto alla collaborazione nell’esercizio dell’attività professionale, provvedere a comunicare alla Prefettura territorialmente competente i singoli nominativi, la quale ne prenderà atto.
Art. 29 Il Questore è istituzionalmente preposto al controllo operativo sul corretto esercizio dell’attività dell’investigatore privato, il quale è tenuto a prestare la massima collaborazione nel caso di richieste ed ispezioni di controllo.

Titolo VII
Rapporti tra Investigatori Privati

Art. 30 Lo spirito di colleganza esige un rapporto di fiducia tra gli investigatori privati nell’interesse dei loro Clienti; esso non deve mai porre gli interessi degli investigatori privati in contrasto con quelli di giustizia, soprattutto quando opera nell’esercizio dell’attività investigativa per la difesa penale.
Art. 31 L’investigatore privato riconoscerà come colleghi tutti gli investigatori che hanno ottenuto la prescritta autorizzazione di polizia rilasciata dalla Prefettura di competenza. Art. 32 Data la natura estremamente delicata dell’attività esercitata dall’investigatore privato, tutte le
comunicazioni tra i colleghi sono da considerarsi confidenziali. Ciò significa che l’investigatore privato non rileva le comunicazioni a terzi e non trasmette copia della corrispondenza stessa al suo Cliente; quando tali comunicazioni sono fatte per iscritto devono portare, comunque, la dicitura “confidenziale”.
Art. 33 Nel caso in cui il destinatario non sia in grado di dare alla corrispondenza il carattere “confidenziale” sarà tenuto a rinviarla al mittente senza rivelarne il contenuto.
Art. 34 L’investigatore privato non può richiedere un compenso o quant’altro ad un suo collega né ad un terzo né accettare un onorario per avere indirizzato o raccomandato un cliente.
Art. 35 L’investigatore privato non può, altresì, versare ad alcuno un compenso o quant’altro quale contropartita per la presentazione di un cliente.
Art. 36 L’investigatore privato non può assumere un incarico investigativo od informativo se è a conoscenza del fatto che il potenziale cliente è già assistito professionalmente da un collega, a meno che il committente (cliente) non lo sollevi espressamente da tale obbligo nel mandato ovvero che il collega comunichi di aver rinunciato al servizio.
Art. 37 L’investigatore privato nel caso in cui sostituisce un collega in un servizio investigativo od informativo, deve previamente dare comunicazione a quest’ultimo ed essersi assicurato che sono state prese tutte le disposizioni necessarie per il regolamento delle spese e dei compensi dovuti al sostituito. Questo obbligo non rende, tuttavia, l’investigatore privato responsabile per il pagamento del compenso al suo predecessore.
Art. 38 Se debbono essere effettuati dei servizi urgenti nell’interesse del Cliente, prima che possano essere espletate le formalità previste dall’art. 37, l’investigatore privato ha il potere-dovere di farlo a condizione però d’informare immediatamente il collega che egli ha sostituito.
Art. 39 L’investigatore privato incaricato di affiancarsi ad un collega in un determinato servizio deve informare quest’ultimo. Le norme del suddetto codice deontologico sono, avvenuta l’approvazione da parte degli organi direttivi centrali, immediatamente operative nei confronti dei singoli associati alla Federpol, i quali sono tenuti al loro rigoroso rispetto. In caso di inosservanza delle disposizioni sopra elencate, gli associati saranno sottoposti al procedimento disciplinare di seguito indicato.

Procedimento disciplinare

Art. 40 I provvedimenti disciplinari che possono essere adottati nei confronti degli associati, in caso di violazione delle norme comportamentali descritte nel presente codice sono: A) Richiamo scritto: che consiste in un richiamo in ordine alla violazione compiuta e l’avvertimento che ciò non abbia più a ripetersi. B) Censura: consistente in una formale dichiarazione della violazione e del conseguente biasimo. C) Sospensione: ovvero l’inibizione, per un tempo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno dalla qualità di associato con la relativa impossibilità di partecipare alle attività sociali. D) Espulsione: consistente nella perdita definitiva della qualità di associato e nella conseguente cancellazione dal libro dei soci.
Art. 41 E’ possibile altresì comminare la sospensione cautelare, la quale costituisce un particolare strumento col quale l’associato temporaneamente viene sospeso dalla sua qualità, nel caso in cui lo stesso viene a trovarsi nelle seguenti condizioni: 1) ricoverato presso l’ospedale psichiatrico o in casa di custodia o cura. 2) sottoposto all’applicazione di una misura di sicurezza non detentiva di cui all’art. 25 c.p. ovvero all’applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza.
Art. 42 Può essere altresì comminata la sospensione cautelare nel caso in cui l’investigatore privato associato sia sottoposto a sorveglianza speciale, ovvero sia destinatario di un mandato od ordine di arresto.
Art. 43 Il richiamo scritto può essere inflitto quando l’investigatore privato associato, nel violare una delle disposizioni del presente codice, dimostra superficialità e negligenza tale, comunque, da non arrecare danni a terzi (Cliente, collega o quant’altro).
Art. 44 La censura può essere determinata nel caso di più violazioni che rientrano nel richiamo scritto avvenute nel corso di due anni, se di diversa specie, di un anno nel caso di violazione della medesima specie.
Art. 45 La sospensione riguarda, invece, comportamenti violativi delle norme del presente codice frutto di attività dolosamente diretta ad arrecare ad altri un ingiusto danno e/o arrecare a sé o ad altri un indebito profitto o utilità.
Art. 46 L’espulsione può avvenire nei casi in cui l’associato, oltre ad aver compiuto più atti volutamente ed intenzionalmente violativi delle disposizioni sopra riportate, adotti comportamenti in aperto contrasto con i doveri di associato o che comunque arrechino danno e pregiudizio all’immagine della Federpol; può essere, altresì, espulso l’associato nel caso in cui, a seguito di comportamenti abusivi, gli venga revocata la licenza di polizia dalla Prefettura territorialmente competente.

La procedura amministrativa

Art. 47 Organo competente a decidere l’applicazione delle sanzioni disciplinari del Richiamo scritto e della Censura è il Consiglio della Regione presso la quale risulta svolgere l’attività l’investigatore privato sottoposto a procedimento disciplinare; in sede di appello è competente a decidere il Collegio dei Provibiri insediato presso la sede della Federazione Nazionale a Roma.
Art. 48 Organo competente a decidere l’applicazione delle sanzioni disciplinari della Sospensione (anche cautelare) e della Espulsione è il Collegio dei Provibiri insediato presso la sede della Federazione Nazionale a Roma; in sede di appello, per i soli casi di sospensione, potrà essere adito il Consiglio Nazionale.
Art. 49 Le decisioni prese e non appellate o confermate in sede di appello sono definitive.
Art. 50 Il procedimento disciplinare inizia o d’ufficio o su istanza della parte interessata; non appena perviene all’organo competente (Consiglio Regionale o Collegio Probiviri), questi svolge una sommaria istruttoria sui fatti per valutarne la fondatezza e la rilevanza, nonché la propria competenza a giudicare, informando contestualmente, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, l’investigatore interessato. Nel caso di conflitto di competenza, tra i Consigli Regionali o con il Collegio dei Probiviri, la decisione spetta al Consiglio Nazionale, cui vengono trasmessi gli atti dagli organi in contrasto, i quali danno avviso alla parte interessata, la quale nei 10 giorni successivi può far pervenire le sue osservazioni ai fini della decisione sul conflitto.
Art. 51 L’organo adito può: 1.- archiviare la procedura, qualora risulti infondata o irrilevante la notizia. La rinuncia del denunciante non fa venir meno il procedimento disciplinare; 2.- effettuare l’istruttoria, acquisendo, laddove prodotte, sia le argomentazioni addotte a giustificazione dall’interessato, sia le informazioni anche presso terzi sull’episodio in contestazione, sentendo lo stesso associato, nel caso in cui ne faccia espressa richiesta.
Art. 52 Al termine della fase istruttoria, l’organo adito provvederà in Camera di Consiglio ad emettere la decisione di: archiviazione oppure di applicazione della sanzione disciplinare, disponendo, altresì, il grado della relativa sanzione.
Art. 53 Avverso la sanzione disciplinare irrogata, nei casi in cui è ammesso, l’interessato può proporre appello all’organo superiore competente, come previsto dagli artt. 47 e 48 del presente codice, entro e non oltre 30 giorni dalla data di comunicazione della sanzione irrogata.
Art. 54 Il procedimento previsto per la decisione in appello è identico a quello disposto per il procedimento di primo grado.
Art. 55 La Federpol, per il tramite dei suoi organi regionali e nazionali, provvederà a comunicare alle Prefetture di competenza, le sanzioni disciplinari definitivamente irrogate ai propri associati, per gli eventuali provvedimenti che le stesse vorranno autonomamente assumere nei loro confronti.

 

PRIVACY

PRIVACY

Norme sulla privacy - Informativa per il trattamento dei dati personali rivolta a Clienti

(Codice in materia di protezione dei dati personali – art. 13 D.L.gs 196/2003)

Informativa ex art. D.lgs 196/2003

Gentile Utente,
in ottemperanza agli obblighi previsti dal D.lg. n. 196 del 30 Giugno 2003 ("Codice in materia di protezione dei dati personali") con la presente intendiamo informarLa che IdFox Srl  INVESTIGAZIONI (info@idfox.it) in qualità di Titolare del Trattamento sottoporrà a trattamento i dati personali che La riguardano, che potranno essere da noi raccolti, da Lei conferiti e/o da altri soggetti comunicati, nel corso della navigazione e dell’utilizzo del ns. sito web aziendale www.idfox.it.

Il trattamento dei dati da Lei liberamente conferiti o in altro modo raccolti nel corso della navigazione sarà effettuato nel rispetto delle norme privacy in vigore; in particolare il trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza; i dati saranno pertinenti, completi e non eccedenti; i dati saranno raccolti e registrati per le sole finalità di erogare eventuali servizi scelti e conservati per un periodo strettamente necessario a tali scopi.

Pertanto secondo quanto previsto dall'articolo 13) del D.lg. 196/03, La informiamo che:
Nel corso della navigazione e dell’utilizzo del ns. sito web aziendale potranno essere raccolti e trattati dati per esclusive finalità di erogare il servizio offerto.
Qualora Lei decidesse di registrarsi al ns. sito web per usufruire dei relativi servizi, Le verranno richiesti i dati personali obbligatori per completare il processo di registrazione.

Tali dati saranno trattati per le seguenti finalità:

  • Per la regolare erogazione dei servizi richiesti e per esigenze relative alla stipula di contratti, alla relativa esecuzione, alle successive modifiche o variazioni e per qualsiasi obbligazione prevista per l’adempimento degli stessi.>
  • Per esigenze di tipo operativo, organizzativo, gestionale, fiscale, relative al rapporto contrattuale e/o precontrattuale instaurato
  • Per adempiere a qualunque tipo di obbligo previsto da leggi, regolamenti o normativa comunitaria.

Il trattamento dei dati personali di cui ai punti precedenti sarà effettuato con le seguenti modalità:

  • Il trattamento potrà consistere nella raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, cancellazione e distruzione dei dati e sarà effettuato sia con l’utilizzo di supporti cartacei che con l’ausilio di strumenti elettronici, informatici e telematici idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi in conformità a quanto stabilito dall’art. 31) del D.lg. 196/03 in materia di “idonee misure di sicurezza” e dall’art. 33) del D.lg. 196/03 in materia di “misure minime di sicurezza”
  • Nello svolgimento delle operazioni di trattamento saranno, comunque, sempre adottate tutte le misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e procedurali di sicurezza, come previste dall’Allegato B del D.lg. 196/03, in modo che sia garantito il livello minimo di protezione dei dati previsto dalla legge.
  1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.
  2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione:
  3. dell'origine dei dati personali;
  4. delle finalità e modalità del trattamento;
  5. della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;
  6. degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
  7. dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.
  8. L'interessato ha diritto di ottenere:
  9. l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;
  10. la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
  11. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
  12. per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
  13. al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Cookies Policy

La nostra azienda informa che utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti quando gli utenti navigano attraverso le pagine del nostro sito web. La presente policy fornisce informazioni su cosa sono i cookies, su quali utilizziamo e su come disattivare i cookies dal browser utilizzato per la navigazione.

Che cosa sono i cookies?

I "cookies" sono piccoli file di testo che un server può salvare sul disco rigido di un computer e che possono memorizzare alcune informazioni sull'utente. I cookies consentono al sito web di registrare l'attività dell’utente e di memorizzare le sue preferenze. I cookies aiutano ad analizzare l’interazione tra l'utente e il sito web e consentono una navigazione più fluida e personalizzata.

Quali tipi di cookies esistono?

In base alla sua durata un cookie può essere classificato come "di sessione" o "permanente".
I cookies "di sessione" sono temporanei e scompaiono dal computer quando l'utente lascia il sito visitato o chiudere il browser. Solitamente vengono memorizzati nella memoria cache del computer.
I cookies "permanenti" rimangono nel computer dell'utente anche dopo la chiusura browser e fino alla loro scadenza o fino a quando l'utente li elimina. La data di scadenza è determinata dal sito che li avvia. Sono spesso utilizzati per tracciare le abitudini dell’utente, in modo che quando l'utente rivisita il sito, questo legge le informazioni memorizzate e si adatta alle sue preferenze.

Che cookies utilizziamo?

Cookies tecnici generati e utilizzati per il suo sito web e altri cookies esterni generati nelle pagine web da terze parti.
I cookies utilizzati in questo sito non identificano personalmente l’utente, che resta anonimo. La nostra azienda può altresì registrare temporaneamente l’indirizzo IP (Internet Protocol) come identificativo del computer che accede alle proprie pagine web, per diagnosticare eventuali problemi con il server e per amministrare il Suo sito web.

La visita al nostro sito può generare i seguenti tipi di cookies:

Cookies interni

Cookies "di sessione": utilizziamo questi cookies per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente e l'interazione con il sito.

Cookies di terze parti

Cookies statistici per analisi del traffico

Il nostro sito utilizza i cookies di Google Analytics.
Google Analytics. Finalità: analizzare i profili utente. Per ulteriori informazioni visitare questo link.

Google Analytics

Questo sito utilizza Google Analytics, un servizio di Web analytics fornito da Google, Inc.
Google Analytics fa uso dei cosiddetti "cookies", file di testo che vengono memorizzati sul computer degli utenti e che permettono l’analisi dell’utilizzo della piattaforma da parte dell’utente. Per maggiori informazioni tecniche, visitare questo link.
Le informazioni generate dai cookie sull’attività dell'utente su questo sito vengono normalmente trasferite e immagazzinate su un server di Google negli Stati Uniti. L’anonimizzazione dell’indirizzo IP è attiva su questo sito e prevede l’abbreviazione da parte di Google degli indirizzo IP all’interno degli stati membri dell’Unione Europea e dei membri dell’Accordo sullo Spazio economico europeo. Soltanto in circostanze eccezionali l’indirizzo IP completo verrà trasferito al server di Google negli Stati Uniti e successivamente abbreviato. Per nostro conto, Google elaborerà queste informazioni per monitorare l’utilizzo del sito, generare report sulle attività compiute sul sito e fornire ulteriori servizi connessi all’utilizzo di internet e del sito. L’indirizzo IP del browser dell’utente rilevato da Google Analytics non verrà combinato a nessun altro dato in possesso di Google. Il nostro sito utilizza Google Analytics anche per l’analisi e la creazione di profili di interesse per scopi di Remarketing (Rete Display di Google). A questo scopo Google utilizza dei Cookie (Cookie di terze parti). E’ possibile disattivare l’utilizzo dei cookie selezionando, sul tuo browser, le impostazioni che consentono di rifiutarli, tuttavia, in questo caso, è possibile che alcune funzioni del sito non siano più disponibili. Inoltre, puoi impedire la raccolta e l’elaborazione dei dati generati dai cookie sull’utilizzo di questo sito (incluso il tuo indirizzo IP) scaricando e installando il seguente plug-in sul tuo browser.

Google Maps

Il sito può utilizzare anche la visualizzazione di mappe tramite il servizio offerto da Google Maps. Utilizzando le Google Maps API con la versione successiva alla 3.0, non vengono utilizzati cookie per identificare le informazioni private degli utenti, al massimo viene generato un cookie chiamato PREF contenente le preferenze utilizzate nella navigazione della mappa (zoom, lingua, regione, etc..).
Per maggior informazioni relativi alle norme sulla privacy e i termini di servizio di Google Maps rimandiamo al link della privacy policy del fornitore: https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/.

Disabilitare i cookies

È possibile configurare il browser utilizzato per la navigazione per eliminare o per impedire l'installazione di cookies. L'utente può controllare quali cookies sono istallati, qual è la loro durata ed eliminarli. I passaggi per eseguire queste operazioni differiscono da browser a browser. Qui di seguito le guide per i browser più diffusi:
- Chrome
- Internet Explorer
- Mozilla Firefox
- Opera
- Safari

La disattivazione di alcuni cookies potrebbe ostacolare l’accesso al nostro sito e il buon funzionamento delle pagine.

 

 

 

 

Infedeltà ConiugaleTradimento

SEDE: VIA LUIGI RAZZA 4 - 20124 MILANO - 300 MT STAZIONE CENTRALE - 50 MT MM GIALLA USCITA REPUBBLICA/PISANI P.IVA 09741640966 Telef.02-344223 (r.a.) Telefax 02-344189 www.idfox.it - mail: max@idfox.it